Troppo spesso sento parlare di un uso improprio degli oli essenziali: chi li usa indistintamente sulla pelle senza conoscerli, chi li paga pochi centesimi senza chiedersi come mai costino così poco, chi addirittura li ingerisce come fossero acqua fresca. Ebbene vorrei fare un po’ di chiarezza e dare qualche consiglio dopo averli studiati, testati, approfonditi e aver sentito il parere di medici illuminati che li utilizzano in maniera “scientifica”.
Gli oli essenziali possono essere definiti come i principi odoriferi di piante, o parti delle stesse, formati da miscele chimiche volatili. Possono essere estratti dalle foglie, dai petali, dalle radici, dalla corteccia, dalla buccia dei frutti (come ad esempio gli agrumi), e questo mi porta subito a pensare quanto sia importante che si tratti di piante non trattate. Primo consiglio, dunque, quando acquistate un olio essenziale, qualunque esso sia, assicuratevi che sia biologico al 100% e visto che stiamo parlando di etichetta, che sia anche naturale al 100%, non addizionato con sostanze sintetiche.
C’è molta disinformazione in merito all’aromaterapia, e chi come me, l’ha studiata almeno un po’, ha interesse a dare dei consigli a chi ne fa un uso improprio.
Gli oli essenziali non sono tutti uguali, se posso verosimilmente utilizzare l’OE di lavanda puro sulla pelle, senza incorrere in conseguenze spiacevoli, lo stesso non si può dire dell’OE di bergamotto, ad esempio, che ha un’azione foto sensibilizzante per cui se lo utilizziamo sulla pella, puro o anche diluito in un olio vettore o in una crema, dobbiamo fare attenzione a non esporci al sole. Un esempio su tutti che vuole richiamare l’attenzione sul fatto che l’uso degli oli essenziali richiede prudenza, attenzione e consiglio da parte di chi li conosce davvero e non di chi consiglia di assumerli oralmente senza nessuna precauzione. Personalmente, nonostante il mio diploma in Naturopatia e ulteriori studi fatti in tema di aromaterapia non assumo oralmente gli oli essenziali e mi guardo bene dal consigliarlo.
Mi piace inoltre evidenziare che i campi d’applicazione dell’aromaterapia sono diversi: quello cutaneo, articolare e muscolare che vede l’utilizzo degli OE combinati con oli e creme da massaggio, quello infettivo relativo dunque a virus, funghi, batteri, e quello relativo alla sfera psichica.
Ci sono varie teorie riguardo i meccanismi d’azione degli OE, e qualunque si abbracci possiamo verificare che hanno un’azione importante su tutta una serie di applicazioni terapeutiche per cui vale la pena studiarli e conoscerli. E ricordiamo che anche la dose può rendere tossico un olio essenziale. La sua azione sulle mucose, infatti può essere negativa qualora se ne abusi. Se faccio i suffumigi con il timo, ottimo in caso di tosse, non posso neanche pensare di utilizzare più di due gocce, mentre se uso il mirto o il pino cembro, entrambi più gentili, posso utilizzarne 3 o 4: in ogni caso parliamo sempre e comunque di poche gocce.
Se avete curiosità non esitate a scrivermi, sarò felice di rispondere!

