Quando mi chiedono “com’è Mantova? non ci sono mai stato, vale la pena?” solitamente la definisco un ricco salotto a cielo aperto, pulito, accogliente e tranquillo, ricco di storia e di monumenti.
Ho la fortuna di andarci spesso e ciò che mi piace di più è il mix tra natura, cultura e arte.
Il centro storico è piccolo, come del resto l’intera città, ma non ti stufi di girare per le sue strade pulite, ordinate, poco rumorose se non per il vociare dei passanti.
Tra i negozi non predominano le grandi catene e questo la rende ancora più unica e, aspetto per me molto importante, l’alto numero di librerie in rapporto alla popolazione, anche questo denota la ricchezza culturale della città, insieme ai teatri, al cinema in centro, le mostre e gli eventi culturali.
La mattina fare una camminata lungo lago è veramente impagabile, mai monotono, molto presto d’estate per evitare il caldo torrido e un po’ più tardi d’inverno, in attesa che il sole scaldi l’aria e la nebbia sparisca. E’ a due passi dal centro, un sentiero sia ciclabile che pedonale in mezzo a prati curatissimi, parte da Mantova e, volendo, ti porta fino a Chioggia. Cammini con la sensazione di essere in campagna ma se giri lo sguardo vedi lo skyline della città con il Castello di San Giorgio che svetta.

Quello che colpisce è l’attenzione e la cura per il bene comune, un concetto che amo a cui purtroppo non sono abituata nella città in cui vivo.
Durante l’inverno ti chiedi spesso dove sia la gente, sicuramente si sta molto a casa, ma in primavera avverti la “rinascita” le strade e il lungolago si popolano e ogni week end c’è qualche manifestazione, da Mantova Fiorita al Food and Science Festival per arrivare al famoso Festival della Letteratura.
Il giovedì mattina tutto il centro è popolato dal mercato settimanale, una miriade di bancarelle, prevalentemente di abbigliamento, mentre il sabato mattina nella zona delle Pescherie ci sono le bancarelle della frutta e verdura dei coltivatori diretti, del pane, del formaggio, e la città è vissuta molto dai suoi abitanti, sia nelle vie che nei caffè.
L’arte fa da padrona con il Palazzo Te e le sue mostre, il Museo di Palazzo d’Arco che ospita collezioni di famiglia e fascino di una dimora senza tempo (solo visite guidate), il Museo di Tazio Nuvolari, presso l’ex chiesa del Carmelino di Mantova, posta lungo il “Percorso del Principe” che collega Palazzo Ducale a Palazzo Te, il Museo di Virgilio, la Basilica di Sant’Andrea, il Museo storico dei Vigili del Fuoco (aperto durante il fine settimana, con ingresso gratuito), il Castello di San Giorgio, la Rotonda di San Lorenzo e il neonato Museo Sonnabend di arte contemporanea.
Cosa mangiare?
La cucina mantovana vede l’utilizzo di materie prime povere sotto influenze venete, emiliane e di altre provincie lombarde, oltre alle tracce lasciate dalle dominazioni straniere che hanno governato la città. Tipica del territorio è la zucca, il tartufo, il riso, il salame, lo stracotto, il luccio, ovviamente il grana. Come primi piatti riso alla pilota (da piloti, coloro che lavorano alla pila, il luogo dove il riso veniva pulito, trattato e preparato per la vendita: è un piatto semplice e nutriente oltre ad essere molto buono, condito con salamelle, burro e grana, assolutamente non mantecato. Piatto principe sono gli agnolini mantovani, pasta ripiena di carne, e i tortelli di zucca in cui troviamo la combinazione del sapore dolce della zucca con il salato del grana, il dolce-amaro degli amaretti e il piccante della mostarda. La tradizione vuole che vengano conditi solo con burro fuso in tegame magari con qualche foglia di salvia.
Troverete ovunque la mostarda, conserva di frutta aromatizzata con la senape che viene servita con il grana padano, e tra i dolci sicuramente la sbrisolona (il nome deriva da brisa che in mantovano significa briciola), la sua caratteristica infatti è la friabilità che permette di sbriciolarla facilmente, ma anche la Torta Elvezia (dischi di pasta di mandorle sovrapposti, albumi montati a neve e zuccheri con strati di crema fatta con il burro e lo zabaione, l’Anello del monaco simile al panettone in quanto a lievitazione e il mio preferito, e ancora la Torta di tagliatelle e la Torta delle Rose. Passeggiando per il centro di Mantova troverete questi dolci nelle vetrine di tutti i panifici e pasticcerie, accompagnati da un profumo di burro, elemento principe.
Io ho mangiato molto bene alla Bottega di Paolo, cibo casereccio e ottimo posto per il pranzo anche da asporto, a La Fragoletta dove ho gustato ottime seppie su crema di zucca, a La cucina, al Laboratorio e al Sucar Brusc, assolutamente da provare.
Se ci si vuole spostare dalla città, in poco tempo si arriva a Sabbioneta: il paese è minuscolo ma ricco di storia: con un unico biglietto si passa da un sito all’altro in pochi minuti. Molto bello a parer mio il Teatro all’antica, piccolo ma davvero interessante. Segnalo che dalle 13 alle 14,30 è tutto chiuso, musei compresi (orario invernale) quindi pausa pranzo obbligata.
A San Benedetto PO merita l’abbazia di Polirone, e una sosta a pranzo o a cena a La Rustica, dalla signora Grazia che propone anche ricette (pizza compresa) senza glutine, peraltro molto buona.
In ultimo non posso omettere la posizione strategica in cui si trova Mantova: in circa un’ora di auto si arriva a Bologna, a Parma, in 40 minuti a Verona, in 1 ora e 40 a Venezia, in due ore a Milano ma anche in montagna.
Buona visita a tutti!!!

